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giovedì 28 febbraio 2013

La Domenica dell'olivo

Poesia di Pasqua...

l'ulivo.jpg

.

Hanno compiuto in questo, dì gli uccelli
il nido (oggi e la festa dell olivo)
di foglie secche, radiche, fuscelli;
quel sul cipresso, questo su l'alloro,
al bosco, lungo il chioccolo d'un rivo,
nell'ombra mossa d'un tremolio d'oro.
E covano sul musco e sul lichene
fissando muti il cielo cristallino,
con improvvisi palpiti, se viene
un ronzio d'ape, un vol di maggiolino.

Poesia di Giovanni Pascoli

Augurio di Pasqua

Poesia di Pasqua...

a.jpg

Che il Signore risorto
benedica la casetta,
cancelli il torto,
arresti la vendetta,
stronchi la pena,
vinca ogni affanno,
vi dia gioia serena
per il resto dell'anno.

Poesia di Hedda

E' arrivato un treno carico

Poesia di Pasqua....

E' arrivato un treno carico.jpg

E arrivato un treno carico di..
Il quarto vagone è riservato
a un pasticcere rinomato
che prepara, per la Pasqua,
le uova di cioccolato
Al posto del pulcino
c'è la sorpresa.
Campane di zucchero
suoneranno a distesa.

Poesia di Ganni Rodari  

Prendi, o Signore!

Poesia di Pasqua....

Prendi, o Signore!.jpg

Prendi, o Signore, questo mio cuore
pieno di speranze,
e rendilo paziente nell'aspettare.
Prendi ogni mio pensiero
perché impari
a cercare la verità, libero dall'errore.
Prendi la mia gioiosa volontà
di vita,
accendila di fede, di speranza, di amore;
perché io sia pronto
per il mio domani.

Poesia di E. Landi

Il campanellino

Poesia di Pasqua....

Il campanellino.jpg

Ci fu nel tempo antico un pastorello
che aveva dieci pecore e un agnello.
Era povero molto, e inverno e state ..
andava per montagne e per vallate.
Andava solo, senza pur un cane,
mangiando qualche frutto e un po' di pane;
andava e andava tutto il dì; la notte,
dormiva negli stazzi e per le grotte.
Ecco che un giorno, un sabato d'agosto,
che s'era soffermato presso un bosco
a pascer quelle sue pecore d'oro
e l'agnellino bianco come l'uovo,
gli arriva a orecchi un suono... un suono strano
non sapea se vicino o se lontano.
Canto d'uccelli non era, nè fronde
mosse dal vento, nè ridere d'onde; .
non era il bosco nè il ruscello in piena...
Era come una voce di sirena!
Ascolta attento e proprio gli sembrava :
una donna che a nome lo chiamava;
ma lo chiamava così dolcemente
come sopra la terra non si sente.

Allora dice al suo piccolo armento:
Statevi quete, e torno in un momento.
Si reca in spalla l'agnellino bianco,
e va e cammina, e va verso quel canto.
Traversa tutto il bosco, e va e cammina,
in fin che arriva ad una porticina.
Entra, e si guarda intorno, é fiori e stelle,
e perle, a cento, a mlle... Uno splendore!
Nel mezzo, una fanciulla occhio di sole
tesseva a un suo telaio, che suonava
come un organo e il canto accompagnava:
Pastorello poveretto
lascia il gregge e viene a me.!
Sé vorrai restar con meco
sarai ricco più d'un re.
Il, pastore mirava sbigottito
quella gran festa, e non movea dito:
e la bella, al telaio, sorrideva,
e il suo canto soave riprendeva:
Pastorello poverino,
gemme, perle ed oro fino,
se lo vuoi tutto è per te.

Ora il pastore stava già per dire:
Resto, son tanto stanco di patire;
quando sentì sul collo il buon tepore
dell' agnellino e il battito del cuore.
Pensò la greggia, le vallate e i monti,
l'ombra dei boschi e il chioccolio dei fonti...
Si guardò intorno... Nulla più di bello!
nulla... oppure, ecco, solo un campanello:
un campanello piccolo di rame
entro un mucchio di gioie e di collane...
Si prese quello, ringraziò la fata
e tornò fuori all' aria profumata...
Traversa tutto il bosco, e va e cammina,
e finalmente alla sua greggia arriva
C'erano tutte... Un breve salutare;
e i dodici ripresero ad andare.
E innanzi a tutti andava l'agnellino,
scotendo al collo il suo campanellino.

Poesia di Diego Valeri

mercoledì 14 marzo 2012

Prendi, o Signore!

Poesia di Pasqua....

Prendi, o Signore!.jpg

Prendi, o Signore, questo mio cuore
pieno di speranze,
e rendilo paziente nell'aspettare.
Prendi ogni mio pensiero
perché impari
a cercare la verità, libero dall'errore.
Prendi la mia gioiosa volontà
di vita,
accendila di fede, di speranza, di amore;
perché io sia pronto
per il mio domani.

Poesia di E. Landi

Il campanellino

Poesia di Pasqua....

Il campanellino.jpg

Ci fu nel tempo antico un pastorello
che aveva dieci pecore e un agnello.
Era povero molto, e inverno e state ..
andava per montagne e per vallate.
Andava solo, senza pur un cane,
mangiando qualche frutto e un po' di pane;
andava e andava tutto il dì; la notte,
dormiva negli stazzi e per le grotte.
Ecco che un giorno, un sabato d'agosto,
che s'era soffermato presso un bosco
a pascer quelle sue pecore d'oro
e l'agnellino bianco come l'uovo,
gli arriva a orecchi un suono... un suono strano
non sapea se vicino o se lontano.
Canto d'uccelli non era, nè fronde
mosse dal vento, nè ridere d'onde; .
non era il bosco nè il ruscello in piena...
Era come una voce di sirena!
Ascolta attento e proprio gli sembrava :
una donna che a nome lo chiamava;
ma lo chiamava così dolcemente
come sopra la terra non si sente.

Allora dice al suo piccolo armento:
Statevi quete, e torno in un momento.
Si reca in spalla l'agnellino bianco,
e va e cammina, e va verso quel canto.
Traversa tutto il bosco, e va e cammina,
in fin che arriva ad una porticina.
Entra, e si guarda intorno, é fiori e stelle,
e perle, a cento, a mlle... Uno splendore!
Nel mezzo, una fanciulla occhio di sole
tesseva a un suo telaio, che suonava
come un organo e il canto accompagnava:
Pastorello poveretto
lascia il gregge e viene a me.!
Sé vorrai restar con meco
sarai ricco più d'un re.
Il, pastore mirava sbigottito
quella gran festa, e non movea dito:
e la bella, al telaio, sorrideva,
e il suo canto soave riprendeva:
Pastorello poverino,
gemme, perle ed oro fino,
se lo vuoi tutto è per te.

Ora il pastore stava già per dire:
Resto, son tanto stanco di patire;
quando sentì sul collo il buon tepore
dell' agnellino e il battito del cuore.
Pensò la greggia, le vallate e i monti,
l'ombra dei boschi e il chioccolio dei fonti...
Si guardò intorno... Nulla più di bello!
nulla... oppure, ecco, solo un campanello:
un campanello piccolo di rame
entro un mucchio di gioie e di collane...
Si prese quello, ringraziò la fata
e tornò fuori all' aria profumata...
Traversa tutto il bosco, e va e cammina,
e finalmente alla sua greggia arriva
C'erano tutte... Un breve salutare;
e i dodici ripresero ad andare.
E innanzi a tutti andava l'agnellino,
scotendo al collo il suo campanellino.

Poesia di Diego Valeri

martedì 29 novembre 2011

Poesia: Lettera a Gesù

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Leggi la Poesia....

Caro Gesù,
dà la salute a Mamma e Papà
un pò di soldi ai poverelli,
porta la pace a tutta la terra,
una casetta a chi non ce l'ha
e ai cattivi un pò di bontà.
E se per me niente ci resta
sarà lo stesso una bella festa.

Di: Mario Lodi

Poesia : Il pianeta degli alberi di natale

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Leggi la Poesia....

Dove sono i bambini che non hanno
l'albero di Natale
con la neve d'argento, i lumini
e i frutti di cioccolata?
presto, presto adunata, si va
sul Pianeta degli alberi di natale,
io so dove sta. Che strano, beato Pianeta…
Qui è Natale ogni giorno.
Ma guardatevi attorno:
gli alberi della foresta,
illuminati a festa,
sono carichi di doni.
Crescono sulle siepi i panettoni,
i platani del viale
sono platani di Natale.
Perfino l'ortica,
non punge mica,
ma tiene su ogni foglia
un campanello d'argento
che si dondola al vento.
In piazza c'e' il mercato dei balocchi.
Un mercato coi fiocchi,
ad ogni banco lasceresti gli occhi.
E non si paga niente, tutto gratis.
Osservi, scegli, prendi e te ne vai.
Anzi, anzi, il padrone
Ti fa l'inchino e dice:"Grazie assai,
torni ancora domani, per favore:
per me sarà un onore…" Che belle le vetrine senza vetri!
Senza vetri, s'intende,
così ciascuno prende
quello che più gli piace: e non si passa
mica alla cassa, perché
la cassa non c'è. Un bel Pianeta davvero
Anche se qualcuno insiste
A dire che non esiste…
Ebbene, se non esiste, esisterà:
che differenza fa?

Di: Gianni Rodari 

Poesia: Lo zampognaro

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Leggi la poesia....

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale? “Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d'oro e d'argento”. Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”. Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone? “Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”. Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente; se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l'anno.

Di: Gianni Rodari 

Poesia: Il Mago di Natale

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Leggi la poesia....

S'io fossi il mago di Natale
Farei spuntare un albero di Natale,
In ogni casa, in ogni appartamento,
Dalle piastrelle del pavimento,
Ma non l'alberello finto,
Di plastica dipinto,
Che vendono adesso all'Upim:
Un vero abete, un pino di montagna,
Con un po' di vento vero
Impigliato tra i rami,
Che mandi profumo di resina
In tutte le camere,
E sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei
A far magie
Per tutte le vie.

In via Nazionale
Farei crescere un albero di Natale
Carico di bambole
D'ogni qualità,
Che chiudono gli occhi
E chiamano papà,
Camminano da sole,
Ballano il rock 'n roll
E fanno le capriole.
Chi le vuole le prende:
Gratis, s'intende.

In piazza San Cosimato
Faccio crescere l'albero
Del cioccolato;
In via del Tritone
L'albero del panettone
In viale Buozzi
L'albero dei maritozzi,
E in largo di Santa Susanna
Quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
Dobbiamo scegliere il posto
All'albero dei trenini:
Va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani
Lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
E il giorno di Natale
I bimbi faranno
Il giro di Roma
A prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
Colto dal suo ramo
Ne spunterà un altro
Dello stesso modello
O anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà
Magari in via Condotti
L'albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono
Che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
Di auguri ne ho tanti,
Scegliete quelli che volete,
Prendeteli tutti quanti.

Di:Gianni Rodari

Poesia: A Gesù Bambino

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Leggi la Poesia....

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu re dell'Universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù fa che io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa' che il tuo dono
s'accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel tuo nome.
 
Di:Umberto Saba

Poesia: È nato Gesù

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Leggi la poesia...

Il gregge stanco ansando riposava
sotto le stelle nella notte fonda.
Dormivano i pastori. Il tempo andava.
Quand'ecco una gran luce il cielo inonda.
E' mezzanotte. Ed ecco un dolce canto
suona nell'aria, in armonia gioconda.
Si destano i pastori, al gregge accanto,
e ascoltano: "Sia gloria a Dio nei cieli
e pace in terra all'uomo! O dolce incanto!
E' nato un bimbo tutta luce e amore.
In una stalla, avvolto in pochi veli,
povero è nato e pure è il re dei cieli.
E dice a tutti."State cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate mai!
L'anima che perdona è come un fiore.
Chi crede in te non perirà mai.

              
Di: Ettore Bogno  ( poeta veneto )

Poesia: La luce

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Leggi la poesia....

La luce guardò in basso
e vide le tenebre:
"Là voglio andare" disse la luce.

La pace guardò in basso
e vide la guerra:
"Là voglio andare" disse la pace.

L'amore guardò in basso
e vide l'odio:
"Laggiù voglio andare" disse l'amore

così apparve la luce
e inondò la terra,

così apparve la pace
e offrì riposo,

così apparve l'amore
e portò la vita.

"E il verbo si fece carne
e dimorò in mezzo a noi"

Di: Giuseppe Pellegrino

Poesia: Natale

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Leggi la poesia...

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare


Di: Giuseppe Ungaretti

Poesia: I Magi

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Leggi la poesia...

La carovana
non è lontana
dei Magi d'Oriente.
Scalpitio di cavalli si sente,
suoni di pifferi, confuse
arie di cornamuse.
I re portano tesori
su cavalli bardati d'argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori.

Di:Angiolo Silvio Novaro

Poesia: Natale

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Leggi la poesia...

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla dei Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
nelle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende
e l'asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

di Salvatore Quasimodo

sabato 17 settembre 2011

Il Sentiero della vita

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Leggi la poesia.....

Quando credi di non
farcela più, alza
gli occhi e guarda il cielo,
poi ricordati della speranza.
Quando credi di non
farcela più, spera
in un tempo migliore....
spera, che passi presto....
Quando credi di non
farcela più stringi più
forte le tue mani e
accarezza la vita che ti
appartiene.
Quando credi di non
farcela più, asciuga le lacrime,
e ritorna a VIVERE!!!

Scritta da: Anna

venerdì 16 settembre 2011

Vorrei una amica

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Leggi la poesia..

Vorrei un'amica,
che capisse i miei errori,
che mi consolasse
quando ne ho bisogno,
che condividesse le mie gioie,
e i miei dispiaceri.
Vorrei un'amica che mi proteggesse
quando ne avrò bisogno.
Vorrei un'amica che stesse con me
lungo il mio cammino,
Vorrei un'amica che non ho,
tutta per me.

Scritta da: Emanuela